Sulla riorganizzazione del M5S e dei Meetup, la mia proposta

Inizio a scrivere questo articolo il 25 Aprile un giorno importante, molto importante, pieno di significati e ricco di gioia per tutti gli italiani, non so se sarò capace di rendere il senso della mia proposta e dei miei consigli al M5S ed ai Meetup, ma ci provo.

Il tema

L’oggetto della discussione è la riorganizzazione del MoVimento 5 Stelle, i motivi per cui si discute di questa riorganizzazione sono molteplici; perchè il M5S è al Governo, perchè i partiti (solo) con le coalizioni accozzaglie riescono a superare il M5S e a vincere le elezioni Comunali e le Regionali, perchè c’è una sorta di stabilizzazione o consolidamento del M5S che il sistema attende altrimenti si pensa che il M5S potrebbe non durare negli anni come forza politica trainante. Ecco sintetizzerei così alcune delle questioni rilevanti che hanno spinto il capo politico a lanciare la discussione sulla riorganizzazione, in più c’è anche la decadenza del vincolo dei 2 mandati. Personalmente ho partecipato alla discussione su Rousseau ma non credo che sia una metodo dal quale poter ottenere un risultato tangibile. Come si farebbero a controllare migliaia di commenti sparsi in centinaia di pagine, dove ognuno scrive la sua, ed ogni proposta è lessicalmente differente dall’altra? Semplicemente non si può.

Il pericolo

Temo che questa riorganizzazione, possa portare il M5S ad essere soltanto l’ennesimo partito cosa desiderata da tutti i suoi nemici, e da tutti coloro che vogliono scalarlo.

La grande forza del M5S è stata proprio l’essere accompagnato dalla non organizzazione, il famoso non statuto ha mandato per anni in terapia parecchi che pensavano di essere illustri pensatori ma che non riuscivano a capire come attaccarlo e quindi puntualmente finivano con il denigrarlo, cosa che ovviamente continuano a fare anche oggi.

Il pericolo che leggo nelle cose è che l’omologazione allo stile televisivo, il fatto di volersi presentare in uno stile governativo classico possano portare il M5S all’origine del fallimento dei partiti tradizionali. La certezza poi di tutto questo, è il fatto che si sono nominati i referenti regionali, i referenti per le campagne elettorali cominciano ad essere sempre gli stessi nonostante gli eletti si siano centuplicati, aprire una sede è diventato “chic” quando invece non avere una sede per il M5S è stato sempre il suo punto di forza, era spiazzante. La nostra sede è sempre stata la città intera, le piazze i nostri salotti. Le riunioni le abbiamo sempre fatte e le continuiamo a fare o dove ci ospitano, o dove troviamo una sala disponibile. Mentre noi riempivamo le piazze e le sale, le sedi dei partiti diventavano vuote, ed ora il pericolo è che le sale vuote diventino quelle delle sedi del M5S.

L’esperienza ed il percorso

Faccio parte del Meetup Gli Amici di Beppe Grillo di Napoli dal 2007, e successivamente faccio parte anche del Meetup Gli Amici di Beppe Grillo di Caserta dal 2012 ovvero da quando lo abbiamo aperto, credo fortissimamente nella partecipazione, e nel fatto che il cittadino si deve fare Stato e deve contribuire alla vita sociale e politica della sua nazione e del suo territorio. I Meetup hanno avuto ed hanno il ruolo di aggregatori sociali, e spingono alla condivisione delle idee e delle iniziative, li abbiamo sempre chiamati così perchè il loro nome deriva dalla piattaforma informatica che scelse Beppe Grillo tanti anni fa, ma avremmo potuto chiamarci anche in altri modi, non cambiando la sostanza. I Meetup sono gruppi di persone che con il tempo portano avanti progetti. Quasi tutti i Ministri dell’attuale Governo Conte, che fanno parte del M5S vengono da un Meetup, come anche i Parlamentari eletti già nel 2013, cosa non più tanto vera per quelli eletti nel 2018 questo anche a causa della legge elettorale che ha previsto il meccanismo degli uninominali che ha portato a scegliere persone differenti, e non per forza appartenenti al mondo dell’attivismo e del M5S.

Lo scheletro del M5S è stato costruito proprio dai Meetup, dalle esperienze fatte sui territori e dalle migliaia di assemblee e riunioni che hanno portato a sviluppare idee e consapevolezza. Abbiamo sempre volato alto e puntato al meglio, mai al meno peggio, e questo ci ha permesso di arrivare in alto.

Oggi abbiamo il miglior governo possibile, certo siamo stati costretti a condividerlo con un altro partito che nulla ha a che spartire con noi, ma quale altro partito presente in Parlamento ha cose in comune con noi? Sono tutti uguali. Il contratto di governo è stata la soluzione al disastro che ci si prospettava dinanzi, ovvero un governo Monti 2 con Cottarelli.

Ad ogni modo non è possibile sintetizzare il ruolo che svolgono i Meetup, ci sarebbe da scrivere un libro, ma magari per chi non ne ha fatto mai parte o vorrebbe capirne di più, potrebbe oltre che a fare una ricerca su internet o su youtube per vedere le migliaia di assemblee dare un occhio a questa lettera.

Nei Meetup i cittadini si informano e si formano, si creano gruppi di persone che collaborano e lavorano, tutto questo è partecipazione, e la partecipazione è il motore di tutto, anche della politica. La partecipazione è l’elemento che fa la differenza, tutto il resto è sempre una forma di delega.

Rousseau e il sistema di scelta dei candidati

Sul fatto che Rousseau sia importante e fondamentale non ho alcun dubbio, che sia innovativo nemmeno, che sia uno strumento efficace e che serve a sviluppare la democrazia partecipata anche, ma va curato, migliorato e modellato a seconda delle esigenze che via via si dovranno soddisfare. Quindi Rousseau è al centro dell’organizzazione del M5S, ed è uno dei cuori che batte, assieme ai Meetup.

Prima di Rousseau i criteri di selezione dei candidati nel M5S, che dovevano comporre le liste civiche nei Comuni, o in Parlamento o in Regione, venivano dal Blog di Beppe Grillo, ed erano il frutto sia dell’esperienza di Beppe e Gianroberto Casaleggio, che dell’applicazione del NON Statuto che all’art. 7 riporta così ” Le regole relative al procedimento di candidatura e designazione a consultazioni elettorali nazionali o locali potranno essere meglio determinate in funzione della tipologia di consultazione ed in ragione dell’esperienza che verrà maturata nel tempo”. Molte cose sono avvenute e molte cose sono cambiate, il M5S oggi ha un regolamento e un nuovo statuto in quanto associazione a tutti gli effetti.

Una cosa che non è cambiata negli ultimi anni (o quasi) ed è il punto critico del M5S, è il criterio o metodo di selezione dei candidati. Questo aspetto è cruciale, ed è quello che fa la differenza nel tempo, ovvero le persone.

Diventare portavoce del M5S è sempre stato molto difficile, per diversi motivi, essenzialmente perchè dovevi essere un cittadino attivo, riconosciuto sul territorio almeno dagli attivisti, dovevi essere incensurato e pronto a tagliarti lo stipendio e rinunciare a qualsiasi privilegio, anche quello di avere una vita privata come tutti gli altri. Questo ha fatto si che i marpioni classici della politica fossero stati tenuti alla larga. Non c’erano sedi dove coltivare il proprio orticello, e la classica sacca elettorale, che permette ai politici di essere sempre eletti su qualche poltrona, nei vostri comuni (fateci caso) sono sempre gli stessi, e dopo di loro arrivano i figli o i nipoti, che continuano ad usufruire sempre degli stessi voti.

Nel M5S il meccanismo per essere eletti appare ormai scontato, io l’ho sintetizzato dicendo “hanno crakkato il M5S“, mi spiego di seguito.

Sostanzialmente il metodo per scegliere i candidati del M5S è rimasto invariato per anni, dal 2013 ad oggi non è più cambiato, così abbiamo visto e vediamo ancora oggi tantissime persone, che pur non partecipando realmente nei meetup o anche essendo completamente estranei al M5S, puntualmente si candidano.

Il meccanismo è semplice, bisogna cercare di accumulare quante più preferenze possibili da avere su Rousseau, bisogna coltivare così amicizie con iscritti alla piattaforma, mettere selfie on line con personaggi importanti, scrivere post su facebook accattivanti e che diano l’impressione che tu sia il candidato perfetto, alcuni hanno fatto anche comunicati stampa personali prima della candidatura. Non è importante se alla prima candidatura tu non riesca, perchè alla seconda potresti riuscire perchè nel frattempo hai accumulato + like, e se non ci riesci nemmeno alla seconda? Tanto meglio alla terza candidatura o alla quarta, sarà ancora tutto più semplice, anzi meglio, le preferenze nel frattempo saranno cresciute e rischi anche di arrivare tra i primi.

E’ la trasformazione dall’attivismo, ovvero persone informate che cercano di lottare o comunque portare avanti soluzioni e proposte, verso il sensazionalismo. Il target non è più il bene comune, dove chi sia il candidato che diverrà portavoce non interessa perchè l’importante è lo scopo da raggiungere in maniera collettiva, ma il target è “n’dò cojo cojo” l’essenziale è che si possa costruire un personaggio.

Di tutto questo ne è consapevole il MoVimento 5 Stelle? La risposta vi sembrerà strana ma è SI !

Infatti dalle ultime Europarlamentarie che si sono concluse pochi giorni fa è stato inserita una novità “il sistema dei meriti” che dentro Rousseau è implementato in Open Candidature. Dunque è evidente che alla possibilità di avere candidati che arrivano dal nulla nel senso che non sanno alcunché nè del M5S nè dei Meetup e tanto meno delle sue battaglie, dell’attivismo, dei principi e di come si fa gruppo, Rousseau ha introdotto questo sistema dei meriti. Però a mio avviso questo non basta, i criteri scelti non ci danno certezze, tanto è vero che alcuni candidati sono stati esclusi dalle votazioni e dalla composizione della liste finali per le Europee, per vari motivi. In un caso si è dovuto ricorrere ad una denuncia in Procura e in altri casi le dichiarazioni dei candidati che hanno portato all’attribuzione dei “meriti” sono risultate non veritiere (almeno per Rousseau).

In politica secondo me il primo requisito che deve avere un candidato, è quello della fiducia. Deve avere la fiducia delle persone che lo scelgono, non ci si può basare solo su criteri di merito che poi non sono scritti da nessuna parte, nel senso che non esistono meriti universalmente riconosciuti come validi per essere un buon politico o un buon portavoce.

Nemmeno essere uno scienziato basta per fare un buon politico, prendiamo ad esempio il Parlamento con Carlo Rubbia ed Elena Cattaneo, due scienziati nominati senatori a vita da Giorgio Napolitano, che hanno avuto influenza pari a ZERO sulla vita politica del Parlamento! Non hanno prodotto alcun disegno di legge, nè nella XVII Legislatura, nè fino ad oggi nella XVIII, e non hanno visto approvato nessuna loro proposta perchè non ne hanno fatte, sono anche molto spesso assenti. Non è uno scienziato ma anche Renzo Piano famoso architetto anche lui nominato senatore a vita, ha avuto impatto politico pari a ZERO. Qualcuno potrà dire, che non è questa la funzione dei senatori a vita, e allora mi chiedo quale sia, e perchè Napolitano ha nominato queste persone con dei “meriti” elevatissimi e super competenti? Perchè solitamente si pensa che essere competente e avere tanti titoli sia un requisito essenziale per la politica e invece non è così, e la prova vivente sono tutti i portavoce eletti con il M5S, che sono al contrario degli altri eletti nei pariti, i migliori politici, e sono anche quelli che stanno avendo per nostra fortuna i migliori risultati mai avuti prima in politica a vantaggio dei cittadini.

La Proposta

E’ chiaro che la Proposta definitiva deve essere costruita assieme e deve essere condivisa per questo abbiamo iniziato a discuterne collettivamente in riunione e poi sul Meetup già da qualche mesetto sulla base di quegli incontri, su quanto detto in questo articolo, e sull’esperienza del Meetup di Napoli e di quello di Caserta, che entrambi hanno maturato anni di esperienza ed ognuno ha anche maturato un suo metodo di scelta per determinare poi eventuali futuri candidati penso che in sintesi la mia proposta possa essere sintetizzata in questo modo :

  1. Per le candidature a livello regionale, parlamentare ed europarlamentare, deve essere data la possibilità ai meetup di esprimere propri candidati portavoce e che questi vengano riconosciuti da Rousseau come candidati di rilievo, una sorta di primo merito, ovvero saranno candidati a cui viene riconosciuta la fiducia di una base, di un gruppo e l’attivismo. Questa soluzione costituisce già un primo grosso filtro, che è una sorta di garanzia sul candidato, otteniamo così un meccanismo che è proiettato a scegliere i migliori e quelli che si sono distinti sul territorio ai quali un gruppo di persone da un primo consenso. Quindi avremo un primo controllo importante fatto dal territorio. Come si fa a sapere se un Meetup può esprimere propri candidati? Secondo me possiamo, considerato che ormai abbiamo una storia decennale potremmo basarci sul fatto che in quel meetup sia presente un portavoce a qualsiasi livello istituzionale, la scelta deve essere frutto di un metodo dichiarato e trasparente come fu fatto dal Meetup di Napoli.
  2. Siccome non è importante chi ma è importante il progetto, propongo di limitare a massimo n.3 le candidature effettive senza distinzioni, quindi comune,regione,parlamento ecc ecc per evitare che qualcuno possa coltivare
  3. Non occorrono e non occorreranno coordinatori territoriali se inseriremo nelle istituzioni cittadini consapevoli ed onesti di cui abbiamo la massima fiducia, non serviranno ne capetti ne nessun altro. Quando si creano riferimenti e responsabili si creano dei veri e propri target, ed il rischio è che questi (non scelti secondo i principi di cui al punto n.1) finiscano per coltivare amicizie o inimicizie o essere sottoposti a pressioni.
  4. No ad all’abrogazione della regola dei 2 mandati. I motivi sono qui “La regola sui due mandati non si tocca e non si deroga
  5. No alle alleanze con altre liste civiche. I motivi sono molti, ma i principali sono che ; a) la forza del M5S è stata che gli altri dovevano adeguarsi alle nostre regole, casellario pulito, rinuncia ai privilegi, onestà ecc, quindi o segui queste regole o non sei M5S; b) alleandoci con altre liste civiche si diluisce la forza del M5S e si finisce per perderla; c) non è vero che non vinciamo senza alleanze, infatti abbiamo tantissimi sindaci e alcuni anche riconfermati come Pomezia dove è anche cambiato il Sindaco che aveva abbandonato il M5S, segno che la differenza la fa il gruppo e non l’alleanza.

Spero che questi miei consigli e proposte possano trovare sostegno da tanti altri attivisti come me, e comunque possano essere di aiuto ad una discussione importante che ci porti tutti ad andare sempre più avanti e a volare alto, perché meritiamo tutti il meglio e siamo nati per compiere la rivoluzione culturale di cui l’Italia aveva bisogno, e solo noi possiamo portarla a compimento, grazie sempre a Beppe Grillo per averci fatto conoscere e per aver creato tutto questo.

Giuseppe Rondelli

26 Aprile 2019 – h:16.20

Un pensiero riguardo “Sulla riorganizzazione del M5S e dei Meetup, la mia proposta

  1. Il linea di principio la proposta è condivisibile. Le candidature vanno scelte dal singolo MU e con la condizione che si candidino solo attivisti. Concordo sul numero max di due mandati. Aggiungerei che le candidature debbano essere accertate e verificate prima della fase di elezioni on line. Per rendere inattaccabili i dati delle elezioni on line bisognerebbe creare una block chain in modo tale avremmo un tool certificabile e ogni MU dovrebbe essere un nodo della chain.

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