Abbiamo le prime cifre sulle PALLE dette da quando è iniziata l’emergenza da coronavirus

Man mano che l’emergenza sanitaria nazionale purtroppo ancora in atto andava espandendosi, con essa aumentavano le cazzate che venivano dette in misura non determinabile ovvero incredibile sui social e poi anche sui siti web e TV.

Quelli che più di tutti ne hanno approfittato secondo me sono stati i politici, l’imperativo è diventato in pochissimo tempo quello di fare dirette streaming (in cui non dicevano una mazza) per attirare l’attenzione dei cittadini in preda al panico e oggi possiamo dirlo soprattutto disinformati e quindi doppiamente vittime.

Addirittura abbiamo dovuto registrare un qualcosa di mai accaduto prima, ovvero che alcuni sindaci in preda forse alla smania di potere e di visibilità hanno iniziato ad emanare ordinanze contro legge ed il Prefetto di Caserta è stato costretto ad emanare a sua volta una disposizione che in sintesi annullava le ordinanze emesse dai sindaci, se non mi credete leggete qui vi ho evidenziato anche le parti salienti, e se pensate sia falso leggetelo sul sito istituzionale.

Per questi motivi personalmente dall’inizio della dichiarazione dello stato d’emergenza invito sempre tutti ogni giorno, a non leggere le notizie sul coronavirus dai giornali e simili, ma esclusivamente dalle fonti ufficiali.

Siccome non penso che alla richiesta di seguire solo i canali ufficiali, si possa in una situazione di quarantena (obbligata per legge) rispondere “non ho tempo” (anche perchè qui si tratta di salvarsi la vita) vi faccio un elenco breve di alcuni canali da seguire in ordine di priorità :

  1. La conferenza in diretta streaming quotidiana alle 18.00 tenuta dalla Protezione Civile sull’aggiornamento dei dati sull’emergenza da covid-19. Questo è il momento in cui i dati vengono emanati in via ufficiale, e cosa più importante vengono date risposte alle domande dei giornalisti, e i temi vengono approfonditi anche dai medici presenti ogni giorno. Da quel momento in poi ogni giornale ed ogni TV darà a modo suo le notizie che saranno di parte o comunque parziali, quindi è assolutamente vitale che voi seguiate questi canali : Canale YoutubePagina FacebookSito Web
  2. Gli approfondimenti sull’epidemia a cura dell’Comitato Tecnico Scientifico (Istituto Superiore di Sanità) sempre in diretta streaming sul canale Youtube del Ministero della Salute
  3. Naturalmente il sito Web del Governo per leggere i decreti e tutti i siti istituzionali, anche quello del vostro Comune di residenza nonostante il sindaco possa esservi antipatico.

Sui vari presidenti delle regioni e sulle opposizioni in parlamento, pericolosi come l’acido muriatico, da non considerare proprio, io li ho bannati, faccio come se non esistessero, il peggio che ci potesse capitare.

Veniamo adesso a quella che per me è una buona notizia, finalmente un lavoro serio ed ufficiale. Infatti l’AGCOM ha pubblicato un primo studio sull’osservazione della disinformazione sul coronavirus.

In questo periodo si è anche correttamente parlato oltre che di epidemia da coronavirus, anche di infodemia. Un vero e proprio inquinamento generale delle informazioni, dovuto in molti casi da atti volontari come quelli dei politici o delle fakenews messe in giro ad arte, in altri casi invece all’uso di dati o notizie parziali esposte in modo artefatto per fare click. Tanto è vero che i vari canali istituzionali del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, sono dovuti correre ai ripari, combattendo la disinformazione con le armi a loro disposizione.

Sull’infodemia anche l’OMS ci aveva avvisati. Con il diffondersi del coronavirus ci sarebbe stato il rischio della comunicazione in questo documento

Gestire l’infodemia da 2019-nCoV

La risposta all’epidemia da 2019-nCoV sono state accompagnate da una massiccia “infodemia” – un’abbondanza di informazioni – alcune accurate e altre no – che rendono difficile per le persone trovare fonti e guide affidabili quando ne hanno bisogno. A causa dell’elevata richiesta di informazioni tempestive e affidabili sul 2019-nCoV, i team del rischio e della comunicazione social e media dell’OMS hanno lavorato a stretto contatto per rintracciare e rispondere a miti e voci. Attraverso la sua sede centrale a Ginevra, i suoi sei uffici regionali e i suoi partner, l’Organizzazione lavora 24 ore su 24 al giorno per identificare le voci più diffuse che possono potenzialmente danneggiare la salute pubblica, come la falsa prevenzione, misure o cure. Questi miti vengono quindi confutati con informazioni basate sull’evidenza. L’OMS sta facendo informazione sulla salute pubblica dando consigli sul 2019-nCoV, compresi i miti da sfatare, disponibili sui suoi canali di social media (inclusi Weibo, Twitter, Facebook, Instagram, LinkedIn, Pinterest) e sito Web.

Ricordandovi ancora una volta che una corretta informazione può salvare la vita a voi e ai vostri cari, ecco il link alla pubblicazione dell’AGCOM sulla disinformazione.

Buona lettura.

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