Covid-19: L’OMS dice “applicate il modello Italia” ma davvero possono farlo anche altri?

L’altro ieri ho ascoltato quello che ha detto una ragazza in questo video, e devo dire che semplicisticamente quella è anche la mia lettura attuale rispetto alla situazione dell’America ma ho un dubbio.


Innanzitutto bisogna sempre partire dai fatti e quindi dai vari accadimenti temporali, per cui sempre semplificando oggi in Italia possiamo dire secondo me, grazie ai medici, all’OMS e a tutti quelli che hanno spinto per arrivare alla dichiarazione di emergenza del 31 gennaio che ha fatto partire il tutto.

Il punto è, che come abbiamo visto qui da noi in Italia sono state necessarie una serie di leggi in successione, per adeguare la normativa alle nuove esigenze dovute all’emergenza sanitaria, e quindi si è lavorato giorno e notte, e si continua ovviamente.

Oggi dunque mi chiedo, guardando ai ritardi di USA, Inghilterra, Francia, Germania, Spagna e Russia, se fosse possibile applicare d’improvviso anche a loro quello che l’OMS ha chiamato modello Italia.

La risposta che mi sono dato è NO. Ovvero si può e si deve applicare, ma non si possono ottenere gli effetti nell’immediato, e più tardi intervieni più sarà altissimo il numero dei contagiati che conterai.

I motivi del NO sono molti, ma i principali sono che nelle nostre società, comprese quindi quelle delle nazioni citate sopra, chiunque esca all’improvviso con una comunicazione a livello nazionale dicendo “fermi tutti, tornate a casa e non uscite più” non riuscirebbe mai ad ottenere l’effetto desiderato. Sarebbe considerato “non credibile”, o preso come un fuori di testa. Ma più avanti vi mostrerò i casi Colombia ed India e capirete meglio.

Anche io, lo ammetto, all’inizio ho pensato ad un eccesso di prudenza da parte del Governo o della ricerca di sensazionalismo nei media che diffondevano alcune notizie, ma poi studiando la cosa, i documenti ed i dati, non ho avuto più dubbi sui danni che poteva provocarci la SARS-CoV-2 (o COVID-19)

Una soluzione molto semplice sarebbe stata abbandonarsi ad una delle mille idee complottiste, e via problema risolto!

E poi se ti ammali?
E se si ammala una persona che vuoi bene?

Come la aiuti, e soprattutto chi ti aiuta?

Meglio studiare, valutare, sapere, conoscere.

Così mi sono messo a studiare anche i comportamenti sociali rispetto alla diffusione dalla notizia del virus negli altri paesi, notando delle differenze comportamentali per ognuno di loro, per cui ho compreso che una particolarità di questa “pandemia” è che non avviene e non si diffonde esattamente allo stesso modo per tutti, ma ognuno, ogni società ogni cultura viene colpita in misura differente.

Una cosa molto curiosa, è stata che mentre in Italia la notizia del diffondersi del virus ha fatto correre molti al supermercato per fare una spesa alimentare quanto più grande possibile, in altri paesi la gente all’inizio disorientata dalle notizie che apprendevano dai media del diffondersi del virus (come appunto il caso Italia) è corsa a comprare principalmente carta igienica (tranne che in Russia). Il disorientamento secondo me era dovuto al fatto che mentre l’Italia in Europa si era mossa con provvedimenti specifici, gli altri paesi non avevano preso provvedimenti, ma nel frattempo vedevano che la stampa del loro paese annunciava un numero di morti sempre crescente.

Addirittura come saprete i francesi ci hanno anche preso in giro con la pizza coronavirus un’ironia di cattivo gusto, ma che è stata dettata certamente dall’ignoranza della situazione. Ignoranza che ha colpito un pò tutti noi, e per questo li perdoniamo perchè compendiamo meglio di tutti come stanno realmente le cose.

Su questa particolare questione della carta igienica invece vi lascio qualche video da guardare sulla corsa all’acquisto da emergenza coronavirus :

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Qualcuno si è anche divertito parecchio https://youtu.be/iCFlo_TWJXw

Ma torniamo al ritardo degli altri paesi.

Come è possibile che stati come gli USA o la Russia o la Germania che sono potenze mondiali, abbiano atteso tanto tempo prima di intervenire con decisione per l’emergenza COVID-19?

Se pensassimo solo all’aspetto economico potremmo darci una spiegazione, che probabilmente avrebbe un peso del 50% sulla bilancia decisionale, che non è poco anzi è quasi tutto, e l’altro pezzo del quasi tutto però è la salute della gente.

Quindi hanno ritardato gli interventi per motivi economici?

La mia risposta è ancora NO.

E anche qui mi sono un po’ ricreduto per la seconda volta, ma mi spiego meglio di seguito.

Per calcolare la diffusione del virus ci sono vari modelli matematici che si possono usare tipo gli “exponential smoothing forecast method” (qui un esempio di applicazione) che sono disponibili per tutti gli Stati, e per tutti i decisori politici.

Ti danno una proiezione della possibile diffusione del virus a distanza di tempo, e quindi successivamente all’aver fatto questa analisi ti ritrovi difronte ad un problema : se non agisci da qui a 2 mesi il contagio potrebbe raggiungere milioni di persone con i morti che non si conterebbero più.

A questo punto ti chiedi cosa fare? Come reagiranno le persone alle eventuali misure da prendere? Rispetteranno e accetteranno i divieti? Si priveranno volontariamente della loro libertà? Che leggi servono, quali ho già a mia disposizione? Il tempo per preparare la risposta sanitaria che mi occorre, qual’è?

Insomma non è semplice per niente, e bisogna assumersi la responsabilità di decisioni ed azioni che andranno ad influire su un intero popolo.

Mentre facevo questa riflessione con me stesso, pensavo a tutti quei commenti di persone sui social che invocavano altri di restare a casa, e poi mi scorrevano davanti le immagini dei ragazzi che abbiamo visto tutti, non rispettare le ordinanze dei decreti e andare comunque nei locali la sera, come se nulla stesse accadendo. E a quanto sembra ancora oggi ci sono occasioni in cui le norme di distanziamento sociale non vengono rispettate.

Ecco anche li c’erano cose che non tutti arrivavamo a vedere, ma altri cittadini comprendendo il pericolo vedevano e denunciavano. E credo che ancora oggi (26-27 marzo 2020) quei ragazzi che potrebbero essere positivi al virus ma asintomatici, stanno probabilmente continuando a diffondere il virus tra le loro famiglie. Non possiamo saperlo con certezza, ma nemmeno escluderlo.

Quindi ci sono cose che noi non vediamo e che non possiamo conoscere ma che comunque influiscono sugli effetti delle decisioni prese o su quelle che andranno prese, sommati ad altri fattori come quelli sociali ed economici.

Ogni paese è differente, per cui le misure di distanziamento sociale che sono le uniche armi della popolazione contro la diffusione del contagio assieme alle raccomandazioni igienico sanitarie, verranno sempre comprese ed applicate con ritardo. Un ritardo che varierà a seconda della cultura, della diffusione di notizie ufficiali da parte dei governi, e certamente anche dalla situazione economica della popolazione del paese in cui le andiamo ad applicare.

Per riflettere sul tema prendo alcuni casi più semplici per me da spiegare, con i quali possiamo confrontarci.

La Cina, è la nazione da cui è partito tutto ma è anche il paese che è riuscito a contenere prima la diffusione del virus, e alla fine di questa terribile storia, sarà quella che secondo me in proporzione alla popolazione conterà meno morti di tutti. Le loro usanze sono ben differenti dalle nostre, ed anche i comportamenti sociali, basta pensare che noi italiani quando ci incontriamo ci scambiamo una stretta di mano con chiunque e con le amicizie più frequenti ci scambiamo anche un doppio bacio, e queste nostre abitudini sono il miglior veicolo di diffusione del virus. I cinesi come sappiamo non fanno così come noi, ma nel caso di saluto, si inchinano restando a distanza. Giorni fa ascoltavo un’intervista di un giornale cinese, ed un medico parlando appunto del virus diceva in questa intervista che noi siamo un popolo romantico, ovvero voleva sottolineare il nostro calore umano, che ci differenzia da tutti. Ed è così, siamo diversi dagli asiatici ed è il motivo per il quale per noi è difficile applicare il distanziamento sociale, e resistere in quarantena.

Ma la Cina ci sta aiutando e sta aiutando tutto il mondo con donazioni di dispositivi di protezione individuale, ma soprattutto con i consigli medici e con la ricerca.

Vi consiglio vivamente di leggere questo manuale, che hanno tradotto anche in Italiano ed in altre lingue perchè è importante. In questo documento per la prima volta ho letto che gli antibiotici non vanno somministrati perchè danneggiano i pazienti affetti da coronavirus, ed è così. Poi ad esempio c’è anche scritto come si devono comportare i sanitari, e come vanno gestiti i rifiuti, e tantissime altre informazioni importanti.

Velocemente vorrei trattare anche il comportamento dei Giapponesi, considerato che c’è stato un matto che ha fatto un video dove diceva che i giapponesi non si ammalavano perchè gli era stato somministrato un farmaco e che a noi non volevano darlo. Purtroppo quel video come altre centinaia di #fakenews ha girato moltissimo, e molti hanno abboccato, poi addirittura è stato smentito scientificamente. Io nel frattempo mi ero andato a documentare e mi ero dato le mie risposte sul perchè i Giapponesi erano un popolo meno contagiato, e le voglio condividere con voi.

  1. Paese orientale, asiatico e quindi anche loro si comportano nei rapporti sociali un po’ come i cinesi e come i coreani, il distanziamento sociale per loro è quasi normale.
  2. Il Giappone è partito con l’adottare misure restrittive molto prima di noi, già a Gennaio 2020 qui su Wikipedia potete ricostruire il tutto
  3. Ad oggi il Giappone non è esente dal Covid-19, infatti i loro numeri sono in ascesa, perchè nonostante si siano mossi in anticipo non avevano adottato sino al 14 marzo 2020 misure drastiche
  4. A questo indirizzo potete monitorare e confrontare i numeri ufficiali della diffusione del contagio in giappone, con quelli degli altri paesi, contagio che troverete ad oggi molto inferiore per i motivi di cui prima, ma comunque in crescita.
  5. Anche in Giappone oggi c’è una situazione di panico diffuso e ci sono le file nei supermercati

Questo video di un americano che vive e lavora in Giappone è utile per comprendere la situazione, probabilmente è come dice lui, abbiamo un’immagine di una nazione super tecnologica che poi tanto tecnologica e pronta non lo è.

Sempre per comprendere la questione che ponevo prima in relazione al rispetto delle misure adottate dai governi, guardate cosa è successo in Colombia quando il governo locale ha diramato le ordinanze di lockdown (chiusura, restate a casa)

Ancora un esempio di un paese che ha reagito in modo diverso, andiamo in India, guardate qui come la Polizia è costretta a “bacchettare” i cittadini per fargli comprendere di tornare a casa e chiudere le attività a seguito della decisione del governo locale.

Spero di aver dato a chi è arrivato a leggere fin qui il mio piccolo contributo e un po’ di fonti utili per capire che questa emergenza planetaria in realtà è molto ma molto complessa. Non solo perchè stiamo affrontando un’epidemia nuova e difficile da curare di un virus che è mutato e che sfugge alla nostra conoscenza, bensì a tutto questo si aggiunge la difficoltà di adottare contromisure come il “modello Italia” che se pur efficaci non si possono applicare all’istante, perchè semplicemente non funzionano subito, ma occorre tempo. Ed è il tempo la chiave di tutto, perchè più ne passa e peggio è per tutti noi.

La situazione aggiornata al 28/03/2020 ore 1:10

Cosa accadrà adesso?

Nessuno può dirlo con certezza, né si possono fare previsioni che il giorno dopo potrebbero essere smentite e creare panico ingiustificato, ma dobbiamo seguire le indicazioni di chi sta conducendo con ragione questa crisi, e mi riferisco al Comitato Tecnico Scientifico istituito dal Governo ed alle altre istituzioni competenti.

Avevo già parlato degli Stati Uniti qualche settimana fa perchè pensavo che avrebbero purtroppo pagato il loro immobilismo, e a guardare i numeri di oggi così è stato.

Il ritardo questo virus c’è lo fa pagare con gli interessi di uno strozzino.

Forse i Russi sono stati un po’ più lucidi e realisti di altri ed hanno compreso che il loro ritardo potrebbe essere grave e si sono precipitati anche loro come i Cinesi a costruire nuovi ospedali, segno che le loro previsioni dunque non sono buone.

Penso che riusciremo a superare tutto questo come Italia, pagando un prezzo che già oggi è tristemente da record, ma sono convinto e molto preoccupato anche per i paesi che con estremo ritardo hanno compreso solo oggi che avrebbero dovuto prendere provvedimenti molto prima.

Aggiornamento – 12/04/2020

Mi fa molto piacere aver ascoltato le parole del presidente Giuseppe Conte che in questa intervista alla BBC pubblicata il 9/04/2020 ha detto esattamente quello che avevo scritto qui il 28 Marzo 2020, il che conferma la bontà del mio ragionamento e che spero sia oggi ancora più comprensibile di ieri.

Giuseppe Conte : “Un passaggio che abbiamo dovuto ponderare valutare molto attentamente se, avessi proposto un lockdown o la restrizione delle libertà costituzionali all’inizio quando avevo i primi focolai mi avrebbero probabilmente preso per pazzo

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